martedì 7 luglio 2009

Presidio contro la discarica : il 15 Luglio tutti davanti alla Regione

da Legambiente.....partecipiamo convintamente!!!

Il prossimo 15 Luglio ci sarà la Conferenza dei Servizi che darà o meno l’approvvazione della VIA ( Valutazione d’Impatto Ambientale ) per il progetto di discarica di cemento –amianto sull’area dell’ex Cava Vailata di Treviglio.
Sul progetto si sono espressi negativamente i Comuni interessati : Treviglio, Calvenzano e Casirate.
E’un passo importante , ma non basta . Gli altri Enti coinvolti non hanno ancora chiarito le loro posizioni. In particolare ci riferiamo a Provincia e Regione.
Non è il passaggio definitivo . L’iter autorizzativi prevede ulteriori passaggi . Però un parere positivo o anche con prescrizioni alla VIA aprirebbe alla realizzazione del progetto.
E’ necessario far sentire la voce dei cittadini.
Il nostro Circolo unitamente a Legambiente Lombardia , promuove un presidio a partire dalle ore 9.15 davanti alla sede della Regione di Via Sassetti , a Milano.
Per chi parte da Treviglio, l’appuntamento è alle ore 8.30 in Stazione Centrale , a Treviglio .
Tutti sono invitati a partecipare.
Per informazioni : 3464972000 oppure 3398657525




Il Presidente del Circolo : Arturo Giudicatti
Per il Direttivo Regionale : Patrizio Dolcini

venerdì 26 giugno 2009

Brebemi: “Un progetto inutile e devastante”

da Legambiente

Il CIPE ha dato parere favorevole al finanziamento della Brebemi, autostrada 'spacciata' come opera accessoria all'Expo del 2015 sebbene non abbia alcuna reale connessione con questo importante evento. “Questa opera fa il paio con il ponte sullo stretto di Messina, visto che non ne è ancora stata dimostrata l’utilità – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - Infatti al di là di affermazioni propagandistiche, non esiste una stima affidabile sui flussi di traffico che la utilizzeranno, considerando la concorrenza della vicina autostrada A4 ampliata a 4 corsie”.

In questa prospettiva la Brebemi rischia di essere in perenne deficit in quanto essa potrebbe assorbire solo una parte dei flussi di traffico dalla A4, mentre il grosso, nella tratta Palazzolo – Milano, ben difficilmente si sposterà sulla BreBeMi, considerato che la quarta corsia tra Milano e Bergamo ne ha molto migliorato la percorribilità. Ma continua ad essere rimosso il vero problema: l’attraversamento di Milano. La tangenziale a nord è sempre più intasata ed i tempi di percorrenza di questo breve tratto superano l’ora. Sarebbe più razionale puntare sulla Pedemontana Bergamo Varese per decongestionare l’area nord di Milano impedendo il passaggio obbligato dal capoluogo dei flussi di traffico diretti alla Brianza e al Varesotto.

“Il Project financing di BreBeMi si basa esclusivamente su garanzie pubbliche – rileva Dario Balotta, esperto di trasporti di Legambiente - Con le poche risorse pubbliche disponibili più che inseguire sogni costosissimi sarebbe prioritario puntare sul quadruplicamento ferroviario Treviglio-Brescia-Verona”.

Tra le gravi tare del progetto inoltre, vi è la carenza di una vera valutazione di impatto ambientale, a fronte di gravissimi e certi danni che la Brebemi arrecherà al territorio agricolo e ai parchi.

mercoledì 24 giugno 2009

Torna Sorci Verdi


Su Video Bergamo e su Sky al canale 931
Stasera alle ore 21.30
in diretta su VideoBergamo e sul Canale Sky 931
Centrosinistra:cosa "non va"?
ospiti in studio:
Cesare Zapperi, direttore di Bergamonews
Aldo Cristadoro, ricercatore Ipsos
Marcello Saponaro, consigliere regionale della Lombardia
conduce:
Eliana Pasquini
CHIAMA E INTERVIENI IN DIRETTA ALLA TRASMISSIONE
tel: 035 21 58 79
Guarda le puntate precedenti sul canale Youtube
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lunedì 15 giugno 2009

Idroclean : verifica della sicurezza e nessun ampliamento

Domenica mattina , verso le 9.30 , si è registrata una esplosione all’interno dell’Idroclean di via dell'Industria, a Casirate d’Adda , un’ azienda specializzata nel recupero di acque reflue. L’esplosione sarebbe dovuta alla miscela fra ossigeno e metano formatasi all’interno di un depuratore ecologico costituito da una vasca con capacità di mille metri cubi che funziona ad ossigeno, alla quale è abbinato un bruciatore a metano. La forza dello scoppio ha rotto vetri e altre apparecchiature presenti all'interno dell'azienda oltre alle lastre di cemento che proteggono la vasca . L’esplosione ha messo in allarme molti residenti di Casirate , rimandando al recente passato in cui l’azienda , per molti anni , ha causato molestie e problemi ai cittadini. Molti di questi problemi sembravano essere risolti ma la gravità di questo incidente , che poteva avere conseguenze gravi riporta al centro dell’attenzione lo stato di sicurezza dell’impianto e della gestione stessa dell’impianto. Sappiamo che Idroclean è intenzionata a chiedere un forte ampliamento dell’attuale sito produttivo . Avevamo espresso a tal riguardo forti perplessità sia per la posizione dell’impianto a ridosso di altre unità produttive oltre che del paese stesso di Casirate , ed anche per la pericolosità ed il forte impatto ambientale delle attività dell’azienda . Queste criticità sembrano purtroppo esser confermate da questo incidente , che per fortunata causalità , non sembra aver causato danni alla popolazione ed al territorio .

Senza creare allarmismi , riteniamo che si debbano innanzitutto verificare appieno le caratteristiche di sicurezza dell’impianto ed il loro pieno rispetto durante le fasi di gestione e manutenzione e procedere ad una trasparente inchiesta per mettere pienamente in luce le cause dell’incidente .

In quanto alla richiesta d’ampliamento , nel caso fosse ufficializzata , ci opporremo nei modi e nelle sedi opportune .

Il Presidente del Circolo : Arturo Giudicatti

Per il Direttivo Regionale : Patrizio Dolcini

giovedì 4 giugno 2009

Acqua dal rubinetto o in bottiglia?


L'ultimo intervento di Enrico Pisoni-candidato dei Verdi per la provincia di Bergamo nel collegio di Treviglio-Castel Rozzone-prima del silenzio elettorale.

Bere l’acqua dal rubinetto è economico, comodo ed ecologico: costa meno dell’acqua in bottiglia, non si devono portare pesanti confezioni in casa ed è meno inquinante, sia in termini di utilizzo di bottiglie di plastica/vetro, sia in termini di trasporto delle acque, che spesso viaggiano su gomma. Ma se siamo i più grandi consumatori di acqua in bottiglia in Europa è perché l’acqua del rubinetto non ci sembra abbastanza sicura. Tradotto in termini scientifici, significa indagare la potabilità e la qualità dell’acqua. Nel caso di Treviglio, alla luce delle recenti questioni sul cromo esavalente, questi interrogativi sono ancora più rilevanti, ma devono essere affrontati in modo serio e scientifico, senza pregiudizi di parte.
Il primo punto da considerare è la potabilità dell’acqua. La legge italiana definisce l’acqua come potabile quando il cromo totale (tra cui l’esavalente) ha concentrazione minore di 50 microgrammi/litro; a Treviglio siamo a 25 microgrammi/litro, ma di cromo esavalente. L’altra norma di riferimento, che è l’unica relativa specificatamente al cromo esavalente, si riferisce però alle bonifiche e fissa a 5 microgrammi/litro il limite oltre il quale è necessario intervenire.
Insomma, a conti fatti, l’acqua di Treviglio è potabile perché rispetta i valori previsti dalla legge.
Ma siamo sicuri che questi valori garantiscano la qualità dell’acqua?
Ecco il secondo punto da considerare. Per riuscire ad approfondire questo aspetto, Legambiente e una delegazione di amministratori locali e di rappresentanti della società civile - di tra cui anche io - è stata al parlamento europeo per avere delucidazioni sul caso, dall’onorevole Monica Frassoni, capogruppo dei Verdi europei. Da lei abbiamo ottenuto che venga presentata un’interpellanza alla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo per chiedere se ritiene che l´Italia rispetti pienamente l´obbligo di tutela della salute previsto dalla Direttiva Europea 98/83. Questa richiesta è diventata ancora più importante a fronte dei risultati di un recente studio americano sulla cancerogenicità del cromo esavalente.
In definitiva l’acqua di Treviglio può essere bevuta, essendo potabile, ma nel contempo non è di particolare qualità, provenendo da una falda contaminata da cromo.
La situazione si è però ora sbloccata: qualche settimana fa la Regione (a seguito di ripetute richieste da parte del comune di Treviglio) ha autorizzato il comune stesso ad approfondire i pozzi cittadini. Questo permetterà di raggiungere una falda non contaminata e quindi di estrarre acqua potabile e di qualità. Come consigliere provinciale mi impegnerò a vigilare in maniera seria e puntuale in modo che i tempi per l’autorizzazione e realizzazione di questi interventi siano brevi. E a far sì che i temi ambientali vengano affrontati con la necessaria scientificità.

sabato 30 maggio 2009

Il nostro candidato alla Provincia 3

LA MOBILITA’ INSOSTENIBILE
Mobilità sostenibile: ovvero la possibilità di avere un sistema di mobilità che, pur consentendo a ciascuno di muoversi, non gravi sulla società in termini di inquinamento, congestione, incidenti. Questo è possibile e lo vediamo realizzato in molte parti d’Europa. E da noi?
Se è vero che in Pianura Padana in media 20 milioni di persone percorrono 20 km al giorno (usando principalmente la propria auto) e che nel Nord Italia possediamo più di un’auto ogni 2 abitanti (Dossier WWF, 2007), capiamo come il problema della mobilità sia da affrontare in maniera decisa, per promuovere mezzi di trasporto più ecologici.
In quest’ottica gli interventi che la Provincia può sviluppare sono numerosi. Può puntare con maggiore forza sui servizi di Mobility manager, cioè aiutare le imprese nella redazione dei piani degli spostamenti casa-lavoro dei propri dipendenti. Può incentivare le pratiche di car sharing, cioè la possibilità di affittare un’auto solo per il tempo che ti serve. E molto altro ancora.
Ma prima di questi interventi più “avanzati”, la Provincia deve cominciare a sostenere le persone che si trovano a dover lottare per diritti molto più basilari: potersi muovere col treno per andare a studiare e a lavorare.
Il 15 dicembre 2008 i pendolari sono riusciti a far fermare il treno diretto a Bergamo che era stato soppresso la settimana precedente con l'entrata in vigore dei nuovi orari. Il problema era legato al fatto che la fermata di Treviglio Ovest era stata esclusa dal nuovo contratto di servizio tra Regione Lombardia e Trenitalia.In questo modo gli studenti e i lavoratori si trovavano di fatto senza un treno nella fascia oraria protetta ed in pratica non c’era alcuna possibilità di arrivo a Bergamo entro le 8.00 del mattino. In quest’ottica appare chiaro come si debba tenere alta la guardia e fare pressione affinché la Regione continui a finanziare i servizi pendolari per Bergamo.
Ancora (come riferisce il consigliere regionale Marcello Saponaro sul suo blog) Trenitalia aveva chiesto a Regione Lombardia 20 milioni di euro in più per un nuovo servizio Bergamo - Treviglio che necessitava di altri treni per servire le tre nuove stazioni di Arcene, Levate e Stezzano. Anche questo intervento da parte della Regione si fa attendere. Per lavorare in direzione di una mobilità sostenibile, dobbiamo innanzitutto incentivare l’uso del treno. Personalmente, cercherò di spendermi in consiglio provinciale per sostenere le iniziative che possano portare finalmente ad un servizio dignitoso per i pendolari Bergamaschi. E per incentivare le modalità di trasporto alternative all’auto.

lunedì 25 maggio 2009

Cava Vailata:c'è chi dice no!

Comunicato di Legambiente sull'ex Cava Vailata
Nelle prossime settimane andrà in onda l’ennesimo ed ormai tradizionale tormentone estivo riguardante il progetto di trasformare l’area dell’ex Cava Vailata , di via Palazzo a Treviglio , in discarica .
Dopo una dozzina abbondante di progetti , più o meno variegati e tutti naufragati , Venerdì 22 Maggio, la società Te.Am , proponente il “nuovo progetto di discarica , ha illustrato tale progetto alla Giunta ed ai rappresentanti della Consulta per l’Ambiente , della Commissione Paesaggio e della Commissione Urbanistica di Treviglio, oltre che ai rappresentanti dei Comuni di Casirate e Calvenzano , direttamente interessati al progetto.
Un progetto però che di “nuovo” ha poco. In pratica è la riedizione aggiornata del progetto precedente riguardante una discarica di categoria 2 B , che dovrebbe essere unicamente destinata però al conferimento di cemento-amianto. L’unica variante è una riduzione della volumetria di conferimento che si riduce alla comunque ragguardevole quantità di 390.000 metri cubi , con conseguente abbassamento della “ collinetta” che ne deriverebbe a termine dell’attività di discarica di circa 6 metri.
Rispetto al passato, restano tutti gli altri punti critici :
- la caratterizzazione della falda e degli aspetti idro-geologici è perlomeno approssimativa , riproponendo di fatto gli studi precedenti , con le stesse lacune e lo stesso approccio metodologico
- pur chiarendo che l’attività riguarderà il solo conferimento di cemento –amianto , si chiede un’autorizzazione per una discarica di categoria 2 B , tenendo quindi la porta aperta ad un’eventuale conferimento di rifiuti industriali d’altro tipo
- non viene chiarito l’inserimento di questa discarica nell’ambito del PRAL, il piano regionale per lo smaltimento del cemento-amianto . Tale piano , comunque stima in poco più di 440.000 metri cubi il fabbisogno regionale di smaltimento e pertanto ci si ritroverebbe comunque irrazionalmente di fronte ad una discarica d’ambito regionale , con relative conseguenze di tipo viabilistico oltre che di vario impatto sul nostro territorio
- non viene se non del tutto approssimativamente valutato l’impatto rispetto alla presenza del cantiere BreBeMi , in via Fissi . Tale via è la stessa usata per l’accesso alla discarica
- non si considera la congruità del progetto con lo sviluppo urbanistico indicato dalle linee guida del PGT , che prevede per l’area uno sviluppo sia industriale che abitativo “di qualità”
Premesso che abbiamo sempre valutato la questione in modo non ideologico , ma ponendo la dovuta attenzione nell’esaminare sia gli aspetti più strettamente legati al progetto sia gli aspetti dell’impatto sul territorio e sul quadro d’assieme , non possiamo che arrivare ad un’unica conclusione :
- l’area dell’ex Cava Vailata per la sua fragilità , la sua posizione e per le trasformazione avvenuta delle aree limitrofe , non è compatibile con una destinazione ad uso come discarica , a prescindere da questo specifico progetto o da ulteriori progetti che fossero presentati
Registriamo con favore la presa di posizione del Comune di Casirate che con motivazioni analoghe alle nostre , ha espresso parere negativo
Chiediamo al Comune di Treviglio di esprimere un parere altrettanto chiaro. Il parere di Treviglio conta molto. La SABB , società mista pubblico-privato , socio di minoranza di Te.Am – società titolare di questo progetto – è controllata dal Comune di Treviglio . Quindi un’indicazione negativa avrebbe un peso molto forte.
Non ci sono spazi e condizioni per prescrizioni tecniche o mediazioni politiche . Il parere deve essere netto .
Chiediamo , nel contempo, che il Comune promuova una assemblea informativa rivolta ai residenti , giustamente preoccupati per la scelta in corso.


Il Presidente del Circolo : Arturo Giudicatti
Il Coordinatore : Patrizio Dolcini